La Scarzuola


La Scarzuola è come una medicina: può avere effetti collaterali, anche gravi.


INFORMAZIONI UTILI

Tipologia: visita in casa privata
Recapiti: tel. 0763.837463 – mail: info@lascarzuola.com
Indirizzo: nel mezzo dei boschi di Montegiova, frazione di Montegabbione (Terni)
Sito web: www.lascarzuola.com
Costo: 10 € a persona

Note: obbligatoria la prenotazione.
Attenzione! Il padrone di casa può mostrarsi un po’ burbero ma fa parte dell’atmosfera, non spaventatevi!

COME ARRIVARE

Raggiungere la Scarzuola è tutt’altro che facile. Si trova in una zona isolata, nel mezzo dei boschi di Montegiove, frazione di Montegabbione (Terni). Una volta arrivati a Montegabbione proseguire sulla SP58 per circa 1 Km e prendere il bivio sulla destra con le indicazioni per Montegiove. Percorrere la SP57 in direzione di Montegiove per 8 Km e, ad un bivio, prestare molta attenzione ad una piccola insegna sulla destra che riporta la scritta “La Scarzuola, Secolo XIII”; imboccare quella strada bianca, stretta, tortuosa e sterrata e percorrerla per 2 Km circa fino al parcheggio della Scarzuola.

UN PO' DI STORIA

La Scarzuola si trova nel cuore dei boschi umbri, nella frazione di Montegiove (Montegabbione – Terni) ed è di per sè una proprietà privata che racchiude però un inestimabile patrimonio artistico tutto da scoprire. Il suo nome deriva dalla scarza, una pianta palustre che, secondo la leggenda, San Francesco utilizzò per costruire nel 1218 una capanna laddove aveva piantato una rosa e un alloro e da cui era sgorgata miracolosamente una fontana.
Allo scopo di ricordare questo episodio, i Conti di Marsciano fecero costruire una chiesa e un convento, entrambi affidati ai Frati minori che vi rimasero fino agli ultimi anni del Settecento. Dopodichè ne presero possesso i marchesi Misciatelli di Orvieto e fu proprio il marchese Paolo a far conoscere all’architetto e paesaggista milanese Tomaso Buzzi i due edifici delLa Scarzuola che divennero in seguito di sua proprietà.
Nel 1956 l’artista, architetto e designer Tomaso Buzzi acquista il terreno e il convento francescano con una chiara idea in mente: progettare e costruire in gran segreto la sua “città ideale”. Essa la doveva rappresentare, doveva essere una sorta di “autobiografia in pietra”, un lascito ai posteri volutamente incompiuto che fosse di libera interpretazione e che avesse lo scopo di sconvolgere la coscienza dei visitatori.
Il risultato fu, ed è, un giardino ermetico-iniziatico, ovvero una grande scenografia teatrale che venne portata a termine, dopo la sua morte, dal nipote Marco Solari (attuale proprietario e guida della visita alla sua “modesta dimora”).

La città ideale è ora composta da:
– sette teatri: il Teatro delle Arnie, il Teatro della Torre, il Teatro sull’acqua, il Patio tondo, il Patio infinito, il Teatrino sportivo e il Teatro dell’Acropoli;
– sette monumenti: il Colosseo, il Partenone, il Pantheon, l’Arco di Trionfo, la Piramide, la Torre Campanaria e il Tempio di Vesta;
– numerose scalinate, tra cui la Scala musicale delle sette ottave e la Scala di Giobbe;
– di contorno vi sono templi dedicati alle divinità, vasche d’acqua, bassorilievi di mostri.

Il risultato? Una costruzione surreale che racchiude la tradizione del sacro e l’innovazione del profano; un vero e proprio percorso di iniziazione neo-illuminista, costellato di complesse e disorientanti simbologie esoteriche e massoniche.

CURIOSITA'

Per Tomaso Buzzi la Scarzuola era la casa dell’anima. Un luogo dove poteva entrare solo lo spirito e non il corpo, per questo è impossibile accedere agli spazi interni della costruzione. Ad ogni visita il burbero e stravagante proprietario propone nuovi itinerari e passaggi così da poter visitare La Scarzuola anche 10 volte e scoprire dettagli sempre diversi.

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