Scarponi da trekking e suole dispettose


Con l’arrivo della bella stagione molti di voi cominceranno a tirare fuori i vecchi e cari scarponi da trekking. Ad una prima occhiata sembrano nuovi, magari acquistati 5/8/10 anni fa ma messi solo poche volte; non vi verrebbe mai in mente che forse è ora di buttarli. Ma l’inconveniente è dietro l’angolo: ebbene sì, perchè se lo scarpone non viene usato spesso la suola tende a seccarsi e sapete cosa succederà? Mentre sarete in montagna, a due/tre ore di cammino dalla vostra auto, la suola seminuova del vostro bel scarpone si staccherà lasciandovi “a piedi” in giro per sentieri. 

Come fare? Può sembrare un peccato buttare scarponi praticamente nuovi ma avete di fronte a voi due sole alternative per evitare spiacevoli inconvenienti: o in vista delle vostre prossime gite ne comprate un nuovo paio o vi converrà andare in giro con un bel rotolo di nastro americano! Direte: “ma che ci facciamo con il nastro americano?”, beh sappiate che in quei casi sarà la cosa più preziosa che potreste avere nel vostro zaino… e fidatevi, c’è chi lo può testimoniare!

Per chi è scettico ecco qualche simpatico aneddoto al riguardo:

  • eravamo al Gran Sasso sulla via normale che porta al Corno Grande. Mentre noi saliamo incrociamo un signore che scende imprecando ad alta voce “maledetti, maledetti…”. Quando lo raggiungiamo ci fermiamo e gli chiediamo cosa gli sia successo; di risposta ci mostra i suoi scarponi dei quali era rimasta praticamente solo la fodera. Ci racconta che ha perso prima una suola e subito dopo l’altra e ora stava cercando di scendere camminando praticamente scalzo. Allora ancora eravamo ignari dell’utilità del nastro americano perciò non abbiamo potuto aiutare il povero malcapitato che piano piano, penando le pene dell’inferno, è dovuto riscendere a valle senza suole. 
  • questa volta eravamo in Val d’Aosta sul sentiero che da Pont (Valsavarenche) porta al Colle del Nivolet. Qui il protagonista è stato un nostro amico che, nonostante i nostri suggerimenti, non volle comprare gli scarponi nuovi e tenne gli scarponi usati giusto qualche volta ma vecchi di quasi 10 anni. Dopo poco più di un’ora di cammino si staccò la prima suola ma, imperterrito e coraggioso, non volle fermarsi e continuò a camminare . Passò nemmeno un’altra ora prima che anche la seconda suola lo abbandonasse ma lui, sempre determinato, continuò il cammino fino alla fine. Mentre eravamo sulla strada del ritorno passammo vicino ad una recinzione per bestiame e lì ci appropriammo indebitamente del nastro bianco di plastica che correva da un bastone all’altro. Con il coltello che non manca mai nel nostro zaino praticammo due tagli nel fodero dello scarpone e legammo le suole (che avevamo conservato nella zaino) a ciò che era rimasto. Grazie a questa soluzione il nostro amico riuscì a tornare a casa camminando per quasi 8 ore senza suole.

 

Dopo questi racconti cosa avete deciso?

Optate per la prima opzione? Eccovi qualche suggerimento per scarponi di media/alta qualità ideali per trekking estivi su percorsi di bassa o media difficoltà (E-EE).

 

 

Optate per la seconda opzione? Bene allora sappiate che dovrete avere sempre nel vostro zaino, insieme al nastro americano, un buon coltello (che tra l’altro è sempre buona abitudine averlo dietro). Quando il vostro scarpone deciderà di abbandonarvi potrete in pochi minuti risistemare alla buona la vostra suola al fine di consentirvi di tornare a casa indenni (o quasi…). 

 

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