Tre giorni a Tromsø – 350 Km a nord del Circolo Polare Artico


L'IDEAZIONE DEL VIAGGIO

I popoli del nord Europa la chiamavano Bifröst simboleggiando il ponte con cui gli Dei raggiungevano la Terra; solo in seguito divenne la Luce del Nord (The Northen Light), meglio conosciuta come Aurora Boreale.

Ed è questa, l’Aurora Boreale, la protagonista della nostra avventura. Chi non sogna di vederla almeno una volta nella vita? Senza dubbio per noi era un sogno, un desiderio agognato la cui realizzazione non sembrava tanto prossima ma tutto è iniziato come un semplice scherno. Da qualche anno abbiamo la tradizione di festeggiare il nostro anniversario di fidanzamento evadendo dalla quotidianità per qualche giorno. L’organizzazione dei nostri viaggi di solito avviene con mesi e mesi di anticipo perciò iniziammo a pensare al viaggio di quest’anno già nell’autunno 2016. Scherzavamo sul fatto di andare a vedere l’Aurora Boreale ma poi non prendevamo mai la cosa sul serio. Fino a che, in occasione del Black Friday, non ci capita sotto agli occhi un’offerta della Norwegian Air, compagnia low cost scandinava. Per curiosità facciamo un preventivo e, rendendoci conto di poter effettivamente approfittare di un 30% di sconto, prenotiamo in men che non si dica 2 posti per la tratta Roma-Oslo / Oslo-Tromsø con andata il 09 Marzo e ritorno il 12 Marzo 2017.

Non ci sembrava vero ma avevamo appena acquistato il viaggio verso la realizzazione di un nostro sogno, vedere finalmente l’agognata Aurora Boreale.

I mesi successivi si sono susseguiti in preparativi e organizzazione della nostra avventura: prenotazione di un alloggio a prezzi competitivi, noleggio di un’auto in grado di viaggiare sulle gelide ed innevate strade di Tromsø, preparazione di un itinerario che ci concedesse di vedere tutto il possibile nei nostri 3 giorni di soggiorno, localizzazione dei migliori ristoranti e bar dove poter assaggiare il meglio dei prodotti norvegesi. 

IL VIAGGIO – 9 MARZO 2017

Il giorno della partenza arriva presto: siamo emozionati ed accaldati, è una calda giornata primaverile a Roma ma noi siamo costretti con indumenti molto pesanti perché le temperature al nostro arrivo sarebbero state tutt’altro che primaverili.

Con molto anticipo arriviamo all’Aeroporto di Fiumicino e, dopo aver passato i controlli e trovato il gate, ci mettiamo seduti e attendiamo con impazienza la partenza del volo prevista per le 13.50. Finalmente arriva il momento dell’imbarco e prendiamo il volo verso Oslo. Dopo 3 ore di piacevole volo atterriamo ad Oslo, e, a causa di un leggero ritardo, siamo costretti a percorrere tutto l’Aeroporto di Oslo di corsa per poter arrivare al gate di partenza della coincidenza per Tromsø in orario. 

Ripartiamo con un altro volo della Norwegian verso Tromsø dove, come anticipato dai tabelloni, ci aspetterà una temperatura di -8°. Su quest’ultima tratta siamo particolarmente fortunati perchè riusciamo a scorgere dal finestrino dell’aereo l’Aurora Boreale. Mano a mano che ci avviciniamo alla destinazione siamo sempre più eccitati anche se purtroppo le previsioni meteorologiche sembrano non essere di buon auspicio per l’avvistamento dell’Aurora ma noi siamo comunque fiduciosi.

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Atterriamo a Tromsø alle 21:00, un po’ provati dalle ore di volo e di attesa ma felici come bambini il giorno di Natale; tra l’altro l’atmosfera era proprio quella: neve e ghiaccio in ogni dove, gente cordiale e sorridente che passeggia tranquillamente e candidi fiocchi di neve che cadono dal cielo coperto.

Ci rechiamo all’ufficio di noleggio Hertz dell’Aeroporto di Tromso e, nel giro di pochi secondi, ci ritroviamo in mano le chiavi della nostra auto per i prossimi giorni. Qui abbiamo avuto il nostro primo regalo, nonostante avessimo prenotato una normalissima macchina economica dotata di 4×4 ci ritroviamo davanti ad un suv due categorie superiore a quella che ci spettava: un bellissimo Qashqai praticamente nuovo e superaccessoriato. 

Subito decidiamo di fare un tour della zona alla ricerca di uno spicchio di cielo scoperto per poter vedere la protagonista della nostra avventura ma, purtroppo, dell’Aurora Boreale nemmeno l’ombra. Ci consoliamo facendo una breve sosta in un pub del centro di Tromso, il Kaia Bar & Bistro, dove assaporiamo per la prima volta la birra tipica del posto, prodotta dal birrificio Mack, e servita nel tipico bicchiere di cui ci siamo innamorati. 

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PRIMO GIORNO – 10 MARZO 2017

Il primo giorno della nostra permanenza a Tromsø ci svegliamo con la neve che ci da’ il buongiorno. La fresca aria mattutina è accompagnata da una fitta nevicata e, nonostante una leggera delusione per le previsioni che continuano a rivelarsi poco propense per farci vedere l’Aurora, siamo determinati a non farci rovinare il viaggio da un po’ di neve perciò partiamo dall’appartamento in direzione del centro di Tromsø che dista appena cinque minuti d’auto. La sera prima era tutto buio perciò non avevamo potuto apprezzare il panorama da “paese di Babbo Natale” che ci si prospetta davanti agli occhi. Tante piccole casette costeggiano le strade del paese, tutte innevate e con l’immancabile vialetto appena pulito dalla neve caduta la notte. Le strade perfettamente pulite e, nonostante uno spesso strato di ghiaccio che le ricopre, consentono di viaggiare in tranquillità sia in auto che a piedi. Tutti i marciapiedi, liberi da ogni ingombro di neve, sono pieni di persone che si apprestano a godersi la loro quotidianità con estrema serenità e tranquillità. Non fa troppo freddo, ci saranno circa -5°, e noi, insieme a tutti coloro che ben si capisce che siano turisti, siamo gli unici ad avere giacche, sciarpe e cappelli. Le persone del luogo vanno in giro con un maglioncino: per loro probabilmente questa temperatura è già indice di primavera. 

Parcheggiata la macchina ci incamminiamo nel centro di Tromsø e ci fermiamo ad un bar, il Risø Matt & Kaffee Bar, per fare colazione. Appena entrati veniamo travolti da un forte odore di cannella e ci troviamo di fronte un bancone e diversi tavolini nella sala. Ci avviciniamo al bancone e chiediamo due caffè ma ci rispondono che, se troviamo un tavolo libero possiamo rimanere, altrimenti no. Da qua cominciamo a capire il funzionamento della loro quotidianità: non esistono i bar come li concepiamo noi dove si entra, si prende un caffè e si esce. Qua ogni posto è un luogo di ritrovo, di studio o di lavoro dove godersi in pace il piacere di una bevanda calda e ripararsi dalle intemperie. Fortunatamente troviamo un posto e, dopo una lunga attesa, riusciamo finalmente ad ottenere un cappuccino, un caffè e un dolce il cui nome è tanto impronunciabile tanto inscrivibile. Ben presto facciamo purtroppo una amara scoperta: i francesi tutto sommato il caffè lo sanno fare.

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Dopo aver assaporato la colazione e approfittato del wi-fi libero e gratuito messo a disposizione dal bar (con grande sorpresa ogni luogo in cui entreremo, sia esso privato o pubblico, avrà l’accesso gratuito al wi-fi), ci dirigiamo verso la scoperta del centro di Tromsø. Passando davanti alla Cattedrale protestante in stile neogotico, l’unica costruita interamente in legno in tutta la Norvegia, ci dirigiamo verso il fiordo. Vedere così tanta neve su un porto, sopra le barche e sui moli ci trasmette una strana sensazione, quasi di disagio per questa realtà a noi estranea. 

Continuiamo verso Ovest costeggiando il porto e ci allunghiamo su un molo per poter fotografare meglio ciò che ci circonda. E’ veramente difficile spiegarvi a parole le sensazioni che si hanno nel stare lì, sulla punta di un molo, mentre la neve e il vento ci sferzano la faccia, a guardare un panorama che sembra quasi monocromatico: il blu dell’acqua e il bianco della neve.

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Ritornati dal molo continuiamo la nostra passeggiata e ci avviciniamo ad una struttura molto particolare che aveva destato la nostra attenzione già da distante. Questa particolare struttura, dove sembrava quasi che qualcuno avesse giocato a domino con degli edifici, ospita in realtà un museo, Polaria. Appena accanto un edificio di vetro conserva al suo interno una nave, probabilmente da guerra, ma purtroppo non riusciamo ad accedervi in quanto un cartello ci informa che la mostra è aperta al pubblico solo durante i mesi estivi. Decidiamo di visitare il museo di Polaria, forse il più grande e suggestivo museo di Tromsø. All’interno veniamo subito invitati ad assistere ad una presentazione sull’Aurora Boreale dove ci viene mostrato come si forma questo fenomeno. Dopo la presentazione ci avviamo lungo il percorso che ci mostra la storia del paese, la sua conformazione e l’habitat degli animali che vi vivono fino a che arriviamo alla parte dedicata agli acquari. Diversi acquari ospitano le varie specie marine artiche e una grande vasca ospita tre foche le quali ci intrattengono in uno spettacolo di esibizioni e giochi. Impieghiamo circa un’ora e mezza a visitare tutto il museo, non è grandissimo ma quassù, oltre il circolo polare artico, tutto è a misura d’uomo. 

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Usciti dal museo, essendo oltre mezzogiorno, ci avviamo verso un ristorante per fare il nostro primo pasto a Tromso. Ci fermiamo al Skarven Kro, un locale sul porto di Tromsø che promette piatti tipici serviti con un pizzico di fantasia. Dopo una lunga interpretazione del menù scegliamo un “Bakt Potet”, piatto con patata al cartoccio e salmone fresco, e un “Ishavsburger”, un hamburger con pesce (non chiedetemi quale…); naturalmente tutto accompagnato dalla Birra Mack che non può mancare. Per dessert una specie di Gofri con confettura alla fragola fatta in casa e un panino alla cannella. 

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Con la pancia piena decidiamo di andare dall’altra parte del ponte dove c’è il paese di Tromsdalen, la Cattedrale Artica nonchè la funivia di Fjellstua. 

La Cattedrale Artica è una grande costruzione moderna costruita prevalentemente in cemento, che svetta imponente nel piccolo paese e allo stesso tempo ben si confonde nello sfondo bianco della neve. La caratteristica forma dell’edificio ricorda una tenda Sami o la punta di un iceberg e la sua omogeneità è rotta solamente da un mosaico di vetro monumentale posto sulla parete orientale.

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Usciti dalla Cattedrale Artica, visto che il cielo sembra schiarirsi, decidiamo di salire con la funivia al punto panoramico di Fjellstua. Ma in cima alla funivia troviamo tutt’altro che un panorama: una forte tempesta di neve riduce la visibilità alla punta dei piedi e il vento che sferza rende la temperatura ghiacciata, probabilmente molto al di sotto dei -15°. Fortunatamente troviamo accoglienza in un ambiente scaldato da una stufa elettrica e aspettiamo speranzosi il termine di questo tempaccio. Dopo un’ora la neve ci concede un attimo di tregua, il tempo almeno di affacciarci alla terrazza panoramica e apprezzare la vista su Tromso.

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Era nel nostro piano attendere fino a sera per cercare di vedere l’Aurora Boreale da quassù ma il tempo sembra peggiorare sempre di più perciò decidiamo di riscendere a valle. Nel frattempo, vista la scarsa fortuna meteorologica, prenotiamo un tour con una guida di zona che, l’indomani, dovrebbe portarci a “caccia dell’Aurora”. 

La giornata sembra praticamente giunta al termine, la neve continua a cadere copiosa e noi non possiamo far altro che andare a cercare un buon posto dove cenare. Dopo un paio di tentativi, ristoranti pieni già alle sette e mezza di sera, arriviamo al Restaurant Skirri e qua terminiamo la nostra ricerca. Un ristorante di gran classe con una grande vetrata che si affaccia sul fiordo; il menù non è particolarmente vasto ma c’è quello che a noi interessa: salmone e renna. Ordiniamo un antipasto a base di salmone fresco e poi un piatto di “Misto Artico” e una Bistecca di Renna. Rimaniamo soddisfatti da tutte e tre le portate, sapori ottimi, prodotti freschissimi e sapientemente conditi nonchè presentati con un tocco di originalità. 

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Purtroppo al termine di questa giornata non possiamo di aver visto la protagonista del nostro viaggio ma ci riteniamo comunque soddisfatti perchè il mondo quassù ha tutto un’altro sapore!

SECONDO GIORNO – 11 MARZO 2017

Il buongiorno del secondo giorno non è tanto diverso dal primo: la neve è padrona ed il cielo coperto. Cominciamo ad essere un po’ scoraggiati perchè questa sarà l’ultima sera in cui avremo occasione di vedere l’Aurora Boreale e speriamo con tutto il cuore che il tempo sia clemente con noi.

Decidiamo di trascorrere la giornata esplorando i fiordi fino alla fine della terra ferma attraversando strade ghiacciate, lande desolate e territori sconosciuti.

Lasciata dietro le spalle l’isola di Tromsøya, proseguiamo verso ovest lungo Kvaløysetta e ci inoltriamo nell’isola di Kvaløya. Qui percorriamo decine e decine di chilometri di strade ricoperte da uno spesso strato di ghiaccio senza incontrare altre auto, nè persone, nè edifici. Un’unica struttura attira la nostra attenzione lungo la strada che scopriamo essere una sauna. A quanto pare, sotto la coltre di neve, lì vicino ci deve essere un lago ghiacciato e questa sauna viene utilizzata da coloro che hanno il coraggio di affrontare il gelo delle acque artiche. 

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Finalmente cominciamo ad intravedere i fiordi e qua rimaniamo affascinati dallo spettacolo del fiordo ghiacciato. Proseguiamo lungo la strada costeggiata da pontili, piccoli paesini di pescatori e pescherecci ancorati a moli rotti dal peso della neve.

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Arrivati quasi alla punta più esterna si staglia davanti a noi un panorama mozzafiato: spiagge con scogli e acqua cristallina che potrebbe far invidia ai Caraibi e all’orizzonte mare aperto interrotto solo da scogli imponenti e iceberg galleggianti.

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Attraversiamo il ponte ed arriviamo sulla punta del fiordo, Sommaroy. Affrontiamo il vento gelido e la neve ghiacciata per raggiungere un punto leggermente sopraelevato al fine di vedere il panorama completo davanti a noi.

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Ci sembra di essere su un altro pianeta per quanto ci è surreale ciò che vediamo; uno spettacolo mozzafiato che non può essere narrato nè descritto. Speriamo che le nostre fotografie trasmettano ciò che le parole non potranno trasmettere mai.

 

Di controvoglia ripartiamo e abbandoniamo questo panorama per inoltrarci nuovamente nell’isola di Kvaløya percorrendo però la costa sud dell’isola. La monotonia del bianco viene interrotta da una attività tutt’altro che monotona: kite sulla neve con gli sci ai piedi. Le vele sono molto piccole perchè il vento è veramente forte e i ragazzi corrono sui loro sci da una parte all’altra della landa. Li osserviamo qualche minuto ed immaginiamo l’ebbrezza di essere lì al posto loro con la gelida brezza che sferza il viso e l’ebbrezza della velocità sugli sci trascinati dalla forza del vento.

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Proseguiamo il nostro viaggio verso Tromsø percorrendo con calma i 60 km che ci separano dall’isola di Tromsøya fino a che avvistiamo in un prato poco distante dalla strada un gruppo di renne al pascolo. Subito ci fermiamo, accostiamo e ci avviciniamo il più possibile per vedere da vicino questo splendido animale. Le renne rimangono tranquille nonostante ci abbiano visto e continuano indisturbate a consumare il loro pasto scavando con le zampe nella neve ghiacciata e creandosi un buco da cui poter brucare l’erba sottostante.

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Arrivati a Tromsø cerchiamo il punto di ritrovo per incontrarci con la guida che speriamo ci porti a vedere l’Aurora Boreale. Alle 19.00 la incontriamo al porto e, con altre 4 persone, partiamo alla ricerca dell’Aurora. La nostra guida ci avvisa già che dovremo fare diversi chilometri per allontanarci dal maltempo perciò ci accomodiamo sul furgoncino e ci godiamo il viaggio verso questa meta imprecisata con gli occhi costantemente rivolti al cielo nell’affannosa ricerca di un po’ di sereno. La tormenta imperversa a tratti fino a che, dopo circa 2 ore e 200 km percorsi, arriviamo quasi ai confini con la Finlandia e la Svezia. Ci fermiamo in un largo spiazzo lontano da qualsiasi centro abitato e da fonti luminose artificiali e ci accampiamo. Guardiamo il cielo ed è tutto coperto così chiediamo alla guida perchè ci siamo fermati qui: in risposta ci dice “ci vuole pazienza e fortuna, noi aspetteremo qui”. Dopo questa risposta poco soddisfacente ci mettiamo l’anima in pace e ci sediamo intorno al focolare acceso nel ghiaccio e ci gustiamo qualche marshmallow.

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Dopo circa un’ora di attesa sembra che il cielo si stia leggermente aprendo perciò cominciamo a preparare l’attrezzatura fotografica; la prima cosa che vediamo è la luna, piena e luminosa, la cui vista non è apprezzata perchè la sua luminosità rovina la qualità dell’aurora che speriamo di avvistare. Dopo un’altro po’ di attesa finalmente fa capolino tra le nuvole un debole raggio verde che, veloce come un fulmine, se ne va. Solo verso le 24.00 veniamo finalmente premiata della lunga attesa al gelo da un’Aurora Boreale bellissima, dai colori sgargianti e che sembra danzare tra le nuvole in un continuo movimento ondulatorio. Lo spettacolo dura assai poco ma ora possiamo dire di aver realizzato il nostro sogno!

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TERZO E ULTIMO GIORNO – 12 MARZO 2017

Dopo essere andati a letto alle 3.00 del mattino, ci svegliamo comunque alle 8.00 per preparare velocemente i bagagli e ripartire per assaporare la nostra ultima mattinata nel regno del ghiaccio. Questa ultima notte ha nevicato parecchio e davanti all’auto ci sono buoni 20 cm di neve fresca.

Scendiamo al centro e qui notiamo che oggi, domenica, la vita sembra essersi fermata quassù. E’ tutto chiuso, non cè un solo bar o negozio che sia aperto nonostante siano già le 10.00. La gente passeggia per il centro, chi con gli sci in spalla, chi con lo snowboard, chi con il passeggino al seguito. Ora ci facciamo un’idea di come è la vita quassù: la domenica è santa, nessuno lavora come è giusto che sia. La gente esce, si fa una passeggiata e poi rientra per godersi il pranzo nella calda accoglienza della propria casa.

Decidiamo perciò di seguire il loro esempio ed andiamo anche a noi a farci una passeggiata dove ancora non eravamo stati: esploriamo la costa sud dell’isola di Tromsøya. Parcheggiata l’auto ci avviamo a piedi in quello che è un sentiero creato tra la neve che costeggia la costa del fiordo. Oggi finalmente sembra prospettarsi una bella giornata, un timido sole fa capolino tra le nuvole che si diradano e la temperatura è gradevole. 

Scendiamo sulla spiaggia e tocchiamo l’acqua del fiordo: dire che fosse ghiacciata è un eufemismo, è più fredda di una qualsiasi acqua di un torrente montano. Ma nonostante per noi sia così estrema per chi è del posto non lo è; infatti vediamo una signora spogliarsi in spiaggia e immergersi fino alle spalle nell’acqua del fiordo, rimanere cinque minuti ammollo e poi riuscire e rivestirsi con calma tra la neve. Siamo rimasti esterrefatti a questa vista ma la signora ci racconta che è per loro una abitudine e un modo per temprarsi alle temperature rigide invernali (che non sono quelle che abbiamo sentito noi, questa è la loro primavera!). 

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Purtroppo l’ora di tornare all’aeroporto si avvicina e, a malincuore, abbandoniamo questo regno di neve e ghiaccio per tornare alla nostra realtà. Tuttavia conserviamo nel cuore i momenti passati quassù dove il tempo scorre più lentamente e la vita è scandita da ritmi ben diversi dai nostri e già progettiamo il nostro prossimo viaggio oltre il Circolo Polare Artico!

 

 

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